Microcredito al Rione Sanità. Ce ne vorrebbe almeno uno per quartiere

11 07 2010

Al Rione Sanità, grazie al lavoro di tanti cittadini e alla loro tenacia nelle lunghe trattative con Banca Etica, sta gradualmente costituendosi un canale di microcredito per i circa 70’000 abitanti del quartiere, che in questo modo potranno richiedere prestiti con l’1% di tassi d’interesse. Auguriamo a chi sta lavorando a questo nobile progetto tutto il meglio, ma ci chiediamo quando riusciremo ad ottenere lo stesso anche qui, nel Centro Antico, che per la vitalità commerciale e artigianale meriterebbe un apposito regime di defiscalizzazione, sull’esempio francese. Chi è giovane, immigrato, a basso reddito e vuole aprire un’attività commerciale trova un muro spesso insormontabile: in quanto svantaggiato per altri fattori, viene condannato a rimanere nel disagio. La vera opportunità è questa: predisporre tutti gli strumenti per dimostrare che è possibile invertire il processo trasformandolo in un trend positivo, fatto di inaugurazioni e avviamenti di attività, anziché di sogni che s’infrangono contro una realtà troppo dura.

Per creare un fondo di microcredito vero non bisogna coinvolgere dei gruppi bancari, altrimenti al massimo si può parlare di prestiti a condizioni agevolate, ma il microcredito è molto di più (qui il wiki sull’argomento): occorre costituire un fondo di garanzia, stabilire rapporti umani coi richiedenti, stabilire un patto etico. È difficile, ma si può fare, come lo hanno fatto al Rione Sanità (dove la Banca Etica è stata una scelta di buon compromesso).


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